I disturbi specifici di apprendimento sono difficoltà che i bambini hanno in diverse aree, come imparare a leggere, scrivere e a cavarsela con i numeri. Le difficoltà presenti, non hanno a che fare con la loro intelligenza. Questi disturbi si distinguono in:
disgrafia: una difficoltà di scrittura che riguarda la riproduzione dei segni alfabetici e numerici;
disortografia: errori di scrittura e ostacola quindi la conquista dell’ortografia;
discalculia: una difficoltà nel calcolo, nella denominazionee nella scrittura dei simboli numerici, nella numerazione, nella risoluzione di problemi;
dislessia: molta fatica a leggere. Il bambino dislessico presenta una difficoltà a descriminare i segni alfabetici contenuti nella parole, ad analizzarli in sequenza e a orientarsi sul rigo da leggere.

Molto spesso, i Disturbi di apprendimento non vengono individuati in maniera tempestiva e il bambino è costretto a una serie di insuccessi scolastici che vengono attribuiti a scarso impegno, disinteresse, distrazione, così da sentirsi responsabili e colpevoli di una difficoltà reale che non viene accolto nella maniera adeguata.

L’insuccesso provoca una bassa autostima, così da scaturire un possibile disagio psicologico, e nel tempo può dare origine a un’elevata demotivazione e a manifestazioni emotive-affettive importanti quali, aggressività, atteggiamenti istrionici che possono disturbare la classe, e in alcuni casi depressione.

In tutto questo, come reagisce la famiglia?

La scuola è importante per i genitori, è il primo posto nella vita dei bambini e dei ragazzi. I genitori si sentono in difficoltà e si pongono il problema.

La comunicazione all’interno della famiglia ruota prevalentemente su contenuti scolastici, portando all’interno della relazione affettiva conotazioni principalmente negative, poichè non ci sono risultati desiderati da parte dei genitori.  Sono trascurate le aree che potrebbero portare a connotazioni positive, come, la sua autonomia in altre attività, il suo modo di giocare, e la sua partecipazione nell’interazione con i propri genitori.

Quali sono i sentimenti dei genitori?

Il senso di colpa: i genitori si sentono responsabili delle difficoltà del figlio.

Il senso di incompetenza: non si sentono all’altezza della situazione, incapaci e inadeguati nell’aiutarlo nei compiti scolastici.

Conflitti nella coppia genitoriale: il problema del figlio può riattivare vecchi conflitti nella coppia, che hanno radici defferenti. I sentimenti provati, come il senso di colpa e la responsabilità vengono rimbalzati da un menbro all’altro, creando continui contrasti all’interno della coppia coniugale dove viene involontariamente deviato senza volervo verso il problema del figlio. Il bambino, per questo motivo, si sente responsabile del loro conflitto genitoriale. E’ sicuro, che è lui l’unico motivo di disaccordo tra loro, e si sente colpevole e teme la separazione dei genitori, o la paura di abbandono.

Alcune considerazione da tenere in considerazione per i genitori sull’organizzazione e alla gestione dello spazio  e del tempo in famiglia.

L’organizzazione delle routine quotidiane devono essere precise. ( esempio, orario dei pasti e l’addormentamento).

L’organizzazione del tempo nella vita quotidiana:  orari chiari che rapprensentano i vari momenti della giornata, come alzarsi senza correre, arrivare tardi a scuola, e a lavoro e cosi via.

La programmazione familiare: ad esempio, le gite la domenica, le ferie, l’acquisto di un oggetto ect, permette alla famiglia di condividere, di stimolare anche nei bambini la fantasia e di avere del tempo di qualità con la propria famiglia.

Le regole condivise, devono essere presenti e interiorizzate in base all’evoluzione del proprio figlio, senza continue sollecitazioni rispetto anche ad attività che dovrebbero essere abitudinari e quindi già apprese nella vita dei vostri bambini.

La gestione dello spazi interni nell’abitazione sono fondamentali per i bambini. ( ad esempio, dove devono stare i giochi, l’ordine degli oggetti personali o condivisi, lo spazio dove si svolgono i compiti ect…

Come mai  i ragazzi con Disturbo di apprendimento sono strettamenti collegati all’organizzazione della gestione del tempo e dello spazio familiare?

Nei disturbi di apprendimento sono marcate lacune sul versante percettivo-motorio, comprese le competenze spazio-temporali, che risultano deficitarie. Al disturbo spazio-tempo, già presente, si riduce gradualmente, il disorientamento spazio-tempo della famiglia, il figlio si sentirà più sicuro a proseguire dei traguardi evolutivi nel processo di sviluppo. Lo spazio tempo della famiglia rappresentano, una risorsa indispensabile, dove il bambino può trovare, affetto, solidarietà, amicizie , relazioni con altre figure adulte .

Per concludere, è’ importante, quando un figlio presenta problemi, che bloccano il processo di cambiamento, favorire attraverso pochi incontri con la famiglia una riattivare nei genitori delle competenze genitoriali, che sono state “compromesse” dalle sensazioni di inadeguatezza e senso di colpa , per  dare un supporto affettivo, necessario a tutta la famiglia.

Approfondimenti bibliografici

– “Lo vedo dagli occhi” I bambini e la terapia familiare di Monica Pratelli, Franco Angeli, (2012)

– I bambini nella terapia familiare di Andolfi Maurizio, Franco Angeli, (2018)

Spero che questo articolo, possa averti dato delle informazioni utili!!

Per maggior informazioni e nel caso di una maggior difficoltà ricordati che puoi chiedere AIUTO!

Dott.ssa Elisa Garofalo, Psicologa 3495543978

email: elisagarofalo.psicologa@gmail.com

 

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